Partiamo dai dati
- Ogni anno finiscono nel mare Mediterraneo ben 230 mila tonnellate di plastica, il 50% deriva dall’Italia, dall’Egitto e dalla Turchia.
- Il 94% è costituito da Macroplastiche, il 6% dalle micidiali Microplastiche che finiscono nella catena alimentare, ingerite dai pesci.
- In totale nel Mar M. Si sono accumulate 1,2 miliardi di tonnellate di plastiche.
- Su un totale di 179 mila tonnellate di sardine sono state trovate 12 tonnellate di rifiuti plastici ingeriti.
Su un totale di 124 mila tonnellate di acciughe sono state trovate 31 tonnellate di plastiche.
Su un totale di 29 mila tonnellate di boghe sono state trovate 1 tonnellate di rifiuti plastici.
(fonte, report “The Mediterranean: Mare di plasticum” della IUCN)
RICICLO E RECUPERO NON SONO LE MIGLIORI PRATICHE, MEGLIO LA RIDUZIONE A MONTE DELLA PRODUZIONE DEL RIFIUTO.
- Il CONAI raccoglie il 92,4% degli imballaggi di plastica immessi al consumo. Si tratta SOLO degli imballaggi.
- Non tutta la plastica differenziata viene riciclata: il 50% finisce negli inceneritori.
- Secondo LIFEGATE il problema non può essere affrontato solo con la gestione del rifiuti ma ben più importante è produrre il minor numero di rifiuti possibili, soprattutto il monouso.
- E’ stabilito dalle direttive europee che la riduzione a monte della produzione del rifiuto è prioritario rispetto al riciclo o al recupero di rifiuti.
- Il Ministro Cingolani sta sbagliando il recepimento della direttiva SUP perchè lui promuove la produzione di rifiuti provenienti dal monouso (misti al 10% di plastica e anche dei cosiddetti compostabili… che poi non si compostano…) anzichè mettere al bando il monouso che è il vero obiettivo della direttiva. Rischio procedura d’infrazione.
MERCOLEDÌ’ SI VOTERA’ IN COMMISSIONE ATTIVITÀ PRODUTTIVE E AMBIENTE IL PARERE SUL RECEPIMENTO SBAGLIATO DELLA DIRETTIVA SUP DI CINGOLANI. COSA FARÀ’ IL PARLAMENTO?
Secondo il Rapporto Ecomafie pubblicato da Legambiente nel 2020 si sono registrati MENO CONTROLLI effettuati (-17%) a fronte di un INCREMENTO DEI REATI ambientali
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Mi auguro che sul tema delle trivelle possa esserci la massima convergenza, sulla tutela ambientale dei nostri mari e territori non possono esserci bandiere politiche
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Per la valorizzazione del nostro patrimonio naturale, per tutelare la risorsa mare o meglio per ridargli la giusta valenza, ho provveduto a depositare una risoluzione funzionale all'istituzione di un Parco nazionale delle Isole Cheradi
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Ieri nella commissione Ambiente della Camera dei Deputati, i dati del rapporto Cresme e del servizio Studi di Montecitorio sono risultati fondamentali ai fini della richiesta del MoVimento 5 Stelle di prorogare la misura del superbonus 110%
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